Pogo stick: cos’è e come evitarlo per la SEO

Pogo stick: cos’è e come evitarlo per la SEO

Il pogo stick è un termine usato nel mondo della SEO per descrivere il comportamento degli utenti che navigano tra le pagine dei risultati di ricerca, cliccando su un sito e tornando indietro rapidamente per sceglierne un altro.

Questo fenomeno può avere delle conseguenze negative sul posizionamento dei siti web, in quanto indica una scarsa soddisfazione degli utenti nei confronti dei contenuti proposti.

In questo articolo vedremo cos’è il pogo stick, quali sono le sue cause, come evitarlo e come misurarlo.

Cos’è il pogo stick

Il termine pogo stick deriva dall’omonimo gioco, un bastone con una molla che permette di saltare. Il parallelismo con la SEO sta nel fatto che gli utenti saltano da un sito all’altro, senza soffermarsi a lungo su nessuno. Il pogo stick si verifica quando un utente:

  • Effettua una ricerca su Google o su un altro motore di ricerca
  • Clicca su uno dei risultati organici
  • Visita la pagina del sito web
  • Torna indietro alla pagina dei risultati entro pochi secondi
  • Clicca su un altro risultato organico
  • Ripete il processo fino a trovare il contenuto desiderato

Il pogo stick è diverso dal bounce rate, che indica la percentuale di utenti che abbandonano il sito dopo aver visitato una sola pagina.

Il bounce rate non è necessariamente un segnale negativo, in quanto può dipendere dal tipo di sito, dal tipo di pagina e dall’intento di ricerca degli utenti.

Il pogo stick, invece, è sempre un sintomo di insoddisfazione e di mancata corrispondenza tra la query e il contenuto.

Perché il pogo stick è un problema per la SEO

Il pogo stick è un problema per la SEO perché può influenzare il ranking dei siti web sui motori di ricerca. Infatti, Google e gli altri motori di ricerca monitorano il comportamento degli utenti per valutare la qualità e la rilevanza dei siti web.

Se un sito web ha un alto tasso di pogo stick, significa che non riesce a soddisfare le esigenze degli utenti e che offre contenuti di scarsa qualità o non pertinenti alla ricerca.

Questo può portare a una perdita di posizioni nella SERP e a una riduzione del traffico organico.

Inoltre, il pogo stick può danneggiare la reputazione e l’autorità di un sito web, in quanto gli utenti potrebbero associarlo a una fonte poco affidabile o poco interessante. Questo può avere delle ripercussioni anche sulle conversioni, sulle vendite e sul fatturato di un’attività online.

Quali sono le cause del pogo stick

Le cause del pogo stick possono essere diverse, ma in generale si possono ricondurre a due fattori principali: il contenuto e l’esperienza utente. Vediamoli nel dettaglio.

Contenuto

Il contenuto è il fattore più importante per evitare il pogo stick, in quanto è ciò che determina la soddisfazione o meno degli utenti.

Un contenuto web deve essere pertinente, cioè deve rispondere all’intento di ricerca degli utenti, ovvero al motivo per cui hanno effettuato la query.

Per capire l’intento di ricerca, è utile analizzare le parole chiave, i sinonimi, le domande e i suggerimenti di Google.

Un contenuto web deve essere completo, cioè deve fornire tutte le informazioni necessarie per risolvere il problema o soddisfare il bisogno degli utenti.

Per creare contenuti completi, è utile fare una ricerca approfondita sull’argomento, utilizzare fonti affidabili e aggiornate, inserire dati, statistiche, esempi e testimonianze.

Un contenuto web deve essere originale, cioè deve offrire un valore aggiunto rispetto ai contenuti già presenti sul web, evitando il plagio e la duplicazione.

Per creare contenuti originali, è utile esprimere il proprio punto di vista, utilizzare uno stile di scrittura personale e coinvolgente, aggiungere elementi multimediali come immagini, video, grafici e infografiche.

Un contenuto web deve essere ottimizzato, cioè deve seguire le buone pratiche della SEO, ovvero l’insieme delle tecniche volte a migliorare il posizionamento dei siti web sui motori di ricerca.

Per ottimizzare i contenuti, è utile utilizzare le parole chiave in modo naturale e strategico, inserire titoli, sottotitoli, meta tag e link interni ed esterni, strutturare il testo in modo chiaro e leggibile, ridurre il tempo di caricamento delle pagine.

Esperienza utente

L’esperienza utente (UX) è il fattore che influisce sul modo in cui gli utenti interagiscono con il sito web e sulle loro emozioni e impressioni.

Un’esperienza utente positiva può aumentare la permanenza sul sito, il tasso di ritorno e il passaparola. Un’esperienza utente negativa, invece, può causare il pogo stick e la perdita di potenziali clienti.

Curare il design: il design del sito web deve essere accattivante, professionale e coerente con l’identità visiva del brand. Deve anche essere responsive, ovvero adattarsi alle diverse dimensioni e risoluzioni degli schermi dei dispositivi mobili.

Semplificare la navigazione: la navigazione del sito web deve essere intuitiva, fluida e veloce. Deve permettere agli utenti di trovare facilmente ciò che cercano, senza dover fare troppi clic o scorrere troppo.

Per facilitare la navigazione, è utile creare una struttura gerarchica delle pagine, inserire una barra di ricerca, un menu principale e un menu a tendina, una breadcrumb, una mappa del sito e un footer.

Aumentare l’interazione: l’interazione del sito web deve essere stimolante, coinvolgente e gratificante.

Deve incoraggiare gli utenti a compiere le azioni desiderate, come iscriversi alla newsletter, scaricare un e-book, acquistare un prodotto o contattare il servizio clienti.

Per aumentare l’interazione, è utile inserire pulsanti, form, chatbot, popup, banner, call to action e social button.

Come evitare il pogo stick

Per evitare il pogo stick, è necessario seguire alcune raccomandazioni che riguardano sia il contenuto che l’esperienza utente.

Un ottimo sito web non è solo bello da guardare, ma anche facile da usare e da capire. Per questo, è importante curare alcuni aspetti fondamentali, come i contenuti, la navigazione, l’interazione e le FAQ. Vediamo cosa significa ognuno di questi elementi e come migliorarli.

I contenuti sono le parole che gli utenti leggono sul sito web. Devono essere coerenti con la query degli utenti, con il titolo e con la meta description della pagina.

Questi elementi devono anticipare il contenuto della pagina e invogliare gli utenti a cliccare, senza creare false aspettative o usare tecniche acchiappaclick.

Inoltre, i contenuti devono essere scritti pensando all’utente, al suo linguaggio, alle sue esigenze, ai suoi interessi e ai suoi obiettivi. Devono essere personalizzati in base al target di riferimento, al tipo di persona, al livello di conoscenza e alla fase del funnel di conversione.

La navigazione è il modo in cui gli utenti si muovono sul sito web. Deve essere intuitiva, fluida e veloce. Deve consentire agli utenti di trovare facilmente ciò che cercano, senza dover fare troppi clic o scorrere troppo.

Per facilitare la navigazione, è utile creare una struttura gerarchica delle pagine, inserire una barra di ricerca, un menu principale e un menu a tendina, una breadcrumb, una mappa del sito e un footer.

L’interazione è il modo in cui gli utenti comunicano con il sito web. Deve essere stimolante, coinvolgente e gratificante.

Deve incoraggiare gli utenti a compiere le azioni desiderate, come iscriversi alla newsletter, scaricare un e-book, acquistare un prodotto o contattare il servizio clienti.

Per aumentare l’interazione, è utile inserire pulsanti, form, chatbot, popup, banner, call to action e social button.

Le FAQ sono delle domande frequenti che gli utenti si pongono su un determinato argomento, prodotto o servizio. Servono a fornire delle risposte rapide e concise, a risolvere i dubbi, a creare fiducia e a stimolare l’azione.

Le FAQ possono essere inserite in una pagina dedicata o in una sezione della pagina, e possono aiutare a prevenire il pogo stick, in quanto possono soddisfare l’intento di ricerca degli utenti o indirizzarli verso altre risorse.

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Come misurare il pogo stick

Misurare il pogo stick non è semplice, in quanto non esiste uno strumento specifico che lo calcoli in modo preciso e affidabile. Tuttavia, esistono

alcuni indicatori che possono aiutare a stimare il livello di pogo stick di un sito web.

Il dwell time, il CTR e il rank sono tre indicatori importanti per valutare la performance di un risultato organico nella SERP. Vediamo cosa significano e come si possono misurare.

Il dwell time è il tempo che trascorre tra il momento in cui un utente clicca su un risultato organico e il momento in cui torna alla pagina dei risultati. Questo dato riflette quanto il contenuto sia rilevante e soddisfacente per l’utente.

Più il dwell time è alto, più il contenuto ha catturato l’attenzione dell’utente e lo ha mantenuto sul sito web. Più il dwell time è basso, più il contenuto ha annoiato o deluso l’utente e lo ha fatto scappare dal sito web.

Il dwell time non è un dato ufficiale fornito da Google, ma si può stimare utilizzando strumenti come Google Analytics o Google Search Console.

Il CTR (click-through rate) è il rapporto tra il numero di clic ricevuti da un risultato organico e il numero di impression generate dalla query. Questo dato riflette quanto il risultato sia attraente e convincente per l’utente.

Più il CTR è alto, più il risultato ha suscitato l’interesse e la curiosità dell’utente e lo ha spinto a cliccare sul link. Più il CTR è basso, più il risultato ha mostrato poco interesse o poco persuasione per l’utente e lo ha fatto passare oltre senza cliccare sul link.

Il CTR è un dato ufficiale fornito da Google, che si può consultare tramite Google Search Console.

Il rank è la posizione occupata da un risultato organico nella SERP. Questo dato riflette quanto il risultato sia visibile e cliccato dagli utenti. Più il rank è alto, più il risultato ha una buona visibilità e una buona cliccata nella SERP.

Più il rank è basso, più il risultato ha una scarsa visibilità e una scarsa cliccata nella SERP. Il rank è influenzato da molti fattori, tra cui il pogo stick. Se un sito web ha un alto tasso di pogo stick, cioè se molti utenti cliccano su altri siti web prima di tornare al suo sito web, il suo rank tende a diminuire.

Se un sito web ha un basso tasso di pogo stick, cioè se molti utenti tornano al suo sito web dopo aver visitato altri siti web, il suo rank tende ad aumentare. Il rank è un dato ufficiale fornito da Google, che si può monitorare tramite Google Search Console o strumenti come SEMrush o Ahrefs.

Conclusioni

Il pogo stick è un fenomeno che può danneggiare la SEO di un sito web, in quanto indica una scarsa qualità e una bassa rilevanza dei contenuti.

Per evitare il pogo stick, è necessario creare contenuti pertinenti, completi, originali e ottimizzati, e offrire un’esperienza utente positiva, curando il design, la navigazione e l’interazione del sito web.

Per misurare il pogo stick, si possono utilizzare alcuni indicatori come il dwell time, il CTR e il rank, che possono fornire delle informazioni utili per valutare le performance del sito web e apportare delle migliorie.

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